I Protagonisti: Stefano Pasini

SP-VDE

Stefano Pasini

Ringraziamo Stefano Pasini per le parole di stima nei confronti di AutomobiliaVatrano, che saranno un sicuro ed autorevole incentivo per migliorare.  Grazie Stefano….

Chi è Stefano Pasini?
Sono nato a Bologna il 28 Aprile del 1957 e sin dall’infanzia sono stato circondato da libri e automobili, dato che mio padre era concessionario di una delle più grandi aziende librarie italiane mentre zii e cugini ha sempre avuto grandi concessionarie di varie marche di automobili, dalla Fiat alla Lamborghini, dalla Jaguar alla Innocenti, Alfa Romeo, Lambretta, Vespa, e così via. La passione per l’automobile e l’amore fortissimo per i libri e per lo scrivere mi iniziano quindi molto presto, ancora prima di andare a scuola. Scelgo quindi il liceo classico, ma ho una grande passione per la medicina, questa invece trasmessa dalla mamma farmacista; forse l’amore particolare per gli occhi e il sistema visivo è legato al fascino per le immagini e per le linee, lo stile delle grandi superautomobili sportive italiane. Mi iscrivo quindi alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna, mi laureo nel 1984 a pieni voti, poi entro nella scuola di specialità di Oculistica della stessa Università e qui mi diplomo Oculista nel 1988, a pieni voti con lode. Seguono borse di studio, ricerche, lavori scientifici e parallelamente una frequentazione sempre più assidua e costante del mondo dell’automobile; mi iscrivo all’Ordine dei Giornalisti di Bologna nella lista pubblicisti e nel 1985 pubblico il primo ‘Catalogue Raisonné’ veramente esteso e completo sulla LamborghiniCatalogo Raisonne Lamborghini. Dopo questo primo libro, pubblicato da ‘Automobilia’ di Milano, seguono altri libri su Porsche (altro ‘Catalogue Raisonné’, ristampato più volte in varie lingue), Ferrari, Maserati, Bugatti, altri libri sulle Lamborghini e altre Case ancora, a ritmo crescente. Aumentano anche le collaborazioni con quotidiani e periodici, in particolare AutoCapital, La Stampa, Il Sole/24 Ore, e molti altri; l’inventario oggi comprende più di venti libri e centinaia di articoli. Sono stato lo storico ufficiale della Lamborghini per molti anni (fino all’arrivo dell’attuale dirigenza), recupero la Lamborghini 350GTV ‘Numero Uno’, la Urraco ‘Rallye’, la Silhouette numero 40056 che diventa la mia automobile personale mentre nel contempo contribuisco a fondare Club e Registri dedicati alla Casa bolognese. Nel 1988 mi sposo con Federica, purtroppo il matrimonio è di breve durata perché nel 1992 Federica soccombe a una malattia incurabile. Fra il 1992 e il 1994 vengo chiamato a fare il PRO della Bugatti Automobili e nel 1996 mi risposo con Anna, conosciuta a un raduno Lamborghini, con cui sono felicemente sposato ancora oggi e che condivide le mie passioni. Nel 1998 pubblico il mio primo romanzo storico ‘The Night Watch’, ed. Compositori. In tutti questi anni porto avanti le attività parallele di medico oculista, chirurgo e storico scrittore dell’automobile, anche se inevitabilmente gli spazi per quest’ultima attività sono sempre più ristretti. Dal 2012 sono stato invitato a far parte della Giuria del Concorso d’Eleganza di Villa d’Este e dal 2013 faccio parte del Comitato d’Onore della Mille Miglia. Attualmente collaboro con Quattroruote, La Repubblica, La Manovella. Hobby? Colleziono e restauro automobili classiche Bristol, fotocamere (Leica) e apparecchi elettronici d’epoca (EMT, Studer, Nagra, Telefunken, Thorens, McIntosh etc); gioco a golf quando posso. E scrivo.

Un evento  che nessuno conosce – legato al mondo dei motori – che le è accaduto e  con cui si può dire che è cominciata la sua passione per il motorismo?
Ho una foto in cui non ho più di tre anni, e sono già ferocemente aggrappato al manubrio di un ciclomotore in una delle concessionarie di mia zia Annamaria, felice come una Pasqua di essere su un mezzo motorizzato e con un’espressione che mostra chiaramente che da lì non me ne voglio più andare via. Questo, e il sedermi piccolo piccolo nei sedili posteriori delle Ferrari, Jaguar e Lamborghini che di tanto in tanto passavano per casa, mi ha sicuramente avviato verso il mondo dei motori più di qualsiasi altra cosa. Poi ho cominciato a leggere di automobili e ho pensato che potevo anche scriverne….. e non ho più smesso.

Se Stefano Pasini potesse rinascere chi sceglierebbe tra i protagonisti della storia dell’automobile?
Difficile dire in che personaggio vorrei essere reincarnato… ce ne sono tanti, tutti ammirevoli. Lo stile altero di Ettore Bugatti? La feroce determinazione di Enzo Ferrari? L’energia allegra, tutta emiliana di Ferruccio Lamborghini? La classe di guida, lo spessore umano di Sandro Munari? Ci sono idoli lontani e idoli più vicini, molti personaggi sicuramente affascinanti ma altri che per alcuni aspetti sono ancora più significativi… non saprei dire se preferisco la creatività del grande designer o la tenacia tecnica del progettista di un motore-capolavoro. Per me, la storia dell’automobile è piena di personaggi indimenticabili che mi piacerebbe rivivere.

Stefano Pasini in quale automobile o in quale competizione sportiva si immedesima? Perché?
Dovessi scegliere un’automobile che mi rappresenta, anche qui dovrei fare una lista molto lunga. L’eleganza formale di una Bentley Speed Six di Gurney Nutting, l’aggressività esemplare di una Ferrari Daytona, la creatività senza pari della Lamborghini Countach, l’eleganza della Ferrari 456, lo stile fantastico della Bugatti Atlantic, la raffinatezza aeronautica di una Bristol 403, la perfezione esemplare, tutta teutonica, di una Porsche 911 Turbo… quanto alle competizioni, la lista è invece più corta: la 24 Ore di Le Mans, il Rallye di Monte Carlo, la Mille Miglia, forse la Targa Florio. Ai giorni d’oggi, anche Goodwood, ma solo il Revival, esempio mondiale di eleganza dell’auto.

Il suo libro, o articolo, che preferisce in assoluto?
Scegliere il ‘migliore’ fra i miei libri, o quello a cui sono più affezionato, è come chiedere se voglio più bene al papà o la mamma. Rimango affezionato a quel primo lontano ‘Catalogue’ Lamborghini, quello che mi ha dato la prima vera riconoscibilità internazionale; fra i romanzi, ‘The Night Watch’, il mio primo lavoro sulla figura del generale Straub e che ho voluto scrivere in inglese per una mia passione personale, mi ha dato una particolare soddisfazione. Quanto agli articoli, Automobilia e il suo direttore, Bruno Alfieri, furono abbastanza lungimiranti da lasciarmi pubblicare pezzi che erano dei piccoli esercizi personali di stile, come la prova della Ferrari 3,2 Mondial ispirata al ‘Cyrano’ di Edmond Rostand o la prova su strada della Jaguar XJR guidata da Felix Leiter e James Bond….. li rileggo ancora volentieri.

Quanto è stato difficile in Italia parlare di Porsche e Lamborghini?
Parlare di Porsche e Lamborghini nella maniera libera in cui ho potuto farlo io, nell’Italia di quell’epoca, sarebbe stato difficile se non avessi avuto la fortuna di trovare sulla mia strada due grandi personaggi come Luca Grandori e Bruno Alfieri. Anzi posso dire che sono stato io a cercarli, il primo lo andai a trovare al GP di Monza appena uscito il primo AutoCapital, al secondo telefonai proponendo un po’ sfrontatamente quel libro Lamborghini che nessuno voleva scrivere. Ambedue hanno capito sin dall’inizio che il mio stile di scrittura, un po’ irriverente, molto libero e piuttosto lontano dalla prosa ingessata dell’epoca, poteva meritare uno spazio. Con loro, il primo direttore di AutoCapital, il secondo creatore di Le Grandi Automobili, ho avuto un rapporto straordinario, e ora che non ci sono più, e ne sento molto la mancanza, capisco quanto belli fossero quei tempi e quanta apertura mentale avevano questi due magnifici personaggi. Tutta l’editoria motoristica italiana, nella sua forma migliore, deve a loro praticamente tutto. Ma voglio ricordare anche l’ironia talvolta irriverente, ma sempre elegante e sul filo di un sorriso, di un grande maestro come Athos Evangelisti.

Ci racconta  l’esperienza della rivista “Le Grandi Automobili”? 
Quello di ‘Le Grandi Automobili’ è stata una fase straordinaria non solo per me, ma per tutta l’editoria motoristica italiana. Bruno Alfieri la fondò forte delle sue esperienze nel mondo dell’arte; era una rivista unica, in cui Bruno selezionava i migliori scrittori e storici disponibili sulla piazza e poi dava loro sostanzialmente carta bianca per esprimere quello che voleva. Niente era proibito, niente aveva una censura o un limite se non quello, ovvio, del buon gusto, e mai acquiescenza ai voleri delle Case automobilistiche. In questo, debbo ringraziare Bruno per non avere mai avuto paura di pubblicare articoli anche scabrosi, come quando denunciai la catastrofe finanziaria della Mercedes ai tempi della acquisizione di Chrysler. Ho saputo solo in seguito che alcuni dirigenti della Mercedes avrebbero voluto querelarci, ma i loro stessi avvocati li dissuasero perché, dopo aver letto l’articolo, confrontati i dati e le fonti bibliografiche che avevo citato, si resero conto che quello che avevo scritto era tutto vero e quindi la causa l’avrebbero persa…. Ciò nonostante, Alfieri fu l’unico che ebbe il coraggio di pubblicare quel lungo, dettagliatissimo articolo tanto critico verso un cliente così forte dal punto di vista pubblicitario.

Un consiglio ad un giovane appassionato che vuole occuparsi di automobili?
Per un giovane appassionato che vuole occuparsi di automobili, i tempi sono duri. Diciamolo chiaramente: l’editoria cartacea è in crisi, quella Web fiorisce ma non sempre ha credibilità e di conseguenza fatica a trovare il supporto economico necessario a garantirne una vita più o meno sicura. Il fatto è che con tutti i suoi limiti, la pubblicazione di qualcosa su carta stampata, sia esso una rivista o un libro, ha una sua autorevolezza che discende dalla sua ‘definitività’, scripta manent. I libri che potevano scrivere fino a 20 anni fa erano meno complessi e dettagliati di quelli di oggi, ma chi li ha scritti si è preso la precisa responsabilità di mettere per iscritto definitivamente le proprie ricerche: i Ludvigsen, Marchet, Conrad, Yates, Frére (un amico!), Rogliatti, Orsini, Anselmi, e così via. Pionieri, a loro modo; mentre in una pagina Web tutto può essere scritto, dichiarato anche in toni pesanti ingiuriosi e quindi cancellato il giorno dopo. È qui che manca, forse, quella indubbia certificazione che è ancora pertinente alla sola carta stampata, ed è a quello che il giovane appassionato deve puntare. Schiena dritta, poche sudditanze e MAI copia/incollare le cartelle stampe di una Casa automobilistica. E’ un giochino facile e invitante ma mostra subito la corda.

Il suo rapporto con il web quanto ha facilitato le ricerche storiche per i suoi testi?
Il mio rapporto con il Web è sempre stato eccellente, perché sono stato uno dei primi utenti italiani di Internet e ho fondato il mio sito personale, www.stefanopasini.it, più di dieci anni fa. Gestisco personalmente il sito utilizzando piattaforme Linux e Windows. Internet fornisce valanghe di notizie informazioni, contatti e stimoli, quindi è da utilizzare in maniera generosa ma sempre critica e con qualche diffidenza (spesso più che giustificata). Comunque il Web, soprattutto nelle sue forme più compartecipate quali sono i forum specialistici monomarca, è una straordinaria miniera di informazioni e di interconnessioni che ha rivoluzionato il modo di scrivere (e vendere, distribuire, far conoscere) qualsiasi libro. Per fare un esempio, quando nel 1985 scrissi il mio libro Lamborghini, le fonti bibliografiche cui potevo attingere erano solo un paio di piccoli libri e tanti articoli frammentari, qualsiasi cosa scrivessi dovevo andare in fabbrica a parlare con disegnatori, tecnici, progettisti; lungo, complesso, ma così nascevano i libri allora. Per scrivere il primo catalogo Porsche ho passato quasi un mese, in varie tranche, all’interno dell’ufficio stampa e dell’archivio a Zuffenhausen, che all’epoca era molto più aperto e ospitale di oggi. Adesso molte di queste ricerche risultano facilitate dall’accesso a questa infinita banca dati che è il Web; quello che è però aumentato è la assoluta indispensabilità di una continua verifica fra i dati che si trovano e le conferme necessarie prima di stamparle, perché circolano anche molte bufale e di gente ignorante, mi sia consentito dirlo, il Web è pieno.

Esprima un pensiero sul sito www.automobiliavatrano.it
Il sito ‘AutomobiliaVatrano.it’ è un’idea intelligente, testimonianza di grande cultura e soprattutto passione. Sono dunque molto onorato di essere stato invitato a parlare della mia storia e delle mie esperienze sull’unico sito che io conosca dove si cerca di ricostruire la storia della storia dell’automobile; di ritrovare personaggi che al motorismo hanno dedicato la loro vita e che hanno una grande soddisfazione di sapere che ciò che hanno ricercato poi scritto è stato apprezzato da tanti appassionati in giro per il mondo, dunque voglio inviare un ringraziamento personale al curatore del sito, con molti complimenti per l’iniziativa e l’augurio che questa storia vada avanti per molto, molto tempo.

Un caro saluto ai frequentatori di questo bel sito, che sono sicuramente appassionati e di buon gusto,

Intervista di: Antonio Alessio Vatrano e Stefano Pasini.

Per un approfondimento sui tanti e preziosi Libri di Stefano Pasini rimandiamo gli utenti a visitare il Sito : http://www.stefanopasini.it/

 

   LIBRI-SAGGI  

AUTOMOBILI LAMBORGHINI. CATALOGUE RAISONNÉ (1963-1984) (CATALOGUES RAISONNÉS) – STEFANO PASINI – 1984

Almanacco Dell’ Automobile 1984 – dIR. BRUNO aLFIERI STEFANO PASINI – 1984 

FERRARI GTO – LUIGI ORSINI STEFANO PASINI – 1985

FERRARI 328 GTB/GTS MONDIAL 3.2 – STEFANO PASINI 1986

FERRARI 412 – pAOLO MURANI STEFANO PASINI – 1986

CADILLAC ALLANTè – GIORNGIO BOCCA STEFANO PASINI -1986

Maserati biturbo – STEFANO PASINI – 1986

PORSCHE 959 – STEFANO PASINI – 1987

RIVISTA LAMBORGHINI – DIRETTORE STEFANO PASINI  – 5 NUMERI – 1988

LAMBORGHINI MIURA – STEFANO PASINI – 1988

FERRARI TESTAROSSA – PAOLO MURANI LUIGI ORSINI STEFANO PASINI – 1989

LAMBORGHINI COUNTACH –  STEFANO PASINI – 1989

LAMBORGHINI DIABLO –  STEFANO PASINI – 1992

PORSCHE 928 gts – STEFANO PASINI – 1992

BMW 850 I – STEFANO PASINI – 1992

MAZDA MX5 – STEFANO PASINI – 1992

BUGATTI EB 110 – STEFANO PASINI – 1992

Porsche 968 – STEFANO PASINI – 1992

Lamborghini (Famous car factories) – Stefano Pasini – 1992

Porsche 356 (La collection) – STEFANO PASINI – 1993

PORSCHE 1947/1993 (CATALOGUES RAISONNÉS) – STEFANO PASINI – 1993
JAGUAR XK8-XKR (Grandi nuove automobili) – STEFANO PASINI – 1998

Lamborghini 1963-1998 – STEFANO PASINI – 1998

Ferrari 550 Maranello (Grandi nuove automobili) – di Bruno Alfieri, Ippolito Alfieri, Stefano Pasini – 2000

LAMBORGHINI. THE COLLECTION  STEFANO PASINI – 2003

PORSCHE 911 1963-2004 – STEFANO PASINI – TESTO ITALIANO TEDESCO FRANCESE – 2004

Ferrari 612 Scaglietti. Ediz. italiana, inglese e francese (Grandi nuove automobili) –  M. Grazia Gargioni, Stefano Pasini, Lorenzo Ramaciotti – 2004

PORSCHE BOXTER 1996-2005STEFANO PASINI – 2005

Gian Carlo Minardi racconta. 35 anni di gare: dalla Formula Italia alla Formula 1 – STEFANO PASINI – 2010

STORIA DELLA PORSCHE – STEFANO PASINI – 2011

L’intervista a Stefano Pasini è stata pubblicata in versione integrale cosi come ricevuta.
*La pagina è in continuo aggiornamento.

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