I Protagonisti: Leonardo Acerbi

Leonardo Acerbi

Leonardo Acerbi

Continua il lavoro di AutomobiliaVatrano per dare la giusta importanza ai protagonisti della storiografia del Motorismo nazionale tramite l’approfondimento della sezione “I Protagonisti“. Oggi è la volta del dinamico Leonardo Acerbi  che grazie alla sua smisurata passione e competenza risulta essere una delle figure più apprezzate e promettenti tra i decani della storia dell’Automobile.

Chi è Leonardo Acerbi?

Sono nato ad Aosta nel 1973. In famiglia respiro la passione per le automobili, in particolare quelle da corsa, Ferrari in primis, sin dall’infanzia. Tanto mio padre Alessandro quanto mio cugino Massimo sono appassionati di corse e anzi, nel 1984, danno vita ad un volume, oggi pressoché introvabile, dedicato all’Aosta-Gran San Bernardo, la memorabile corsa in salita disputata sul tracciato che da Aosta porta al Colle del Gran San Bernardo, dal 1920 al 1957…………Da subito vedo così girare per casa bozze, fotografie, articoli di giornali e quant’altro. Alcuni anni più tardi, per diletto, mi butto a capofitto in quello che devo considerare a tutti gli effetti il mio primo libro,  una personalissima ricerca sulla Targa Florio. Si tratta di un “lavoro estivo” che, ovvio, non vedrà mai le stampe.

Un evento che nessuno conosce – legato al mondo dei motori – che le è accaduto e con cui si può dire che è cominciata la sua passione per il motorismo?
Nel 1983 avrebbe potuto avvenire il mio “battesimo” con le corse, perché, da tempo, mio padre aveva acquistato due biglietti per andare a vedere il Gran Premio di Italia a Monza. La passione è tanta, la tensione anche e così, neppure ventiquattrore prima, una febbre improvvisa mi impedisce di dar seguito a questo sogno. Tutto sfuma ma nel maggio del 1985 è la volta buona. Gran Premio di San Marino, Imola. Siamo sulle rive del Santerno sin dal warm up della domenica mattina. Ha da poco smesso di piovere e le prove stanno per iniziare. Abbiamo il biglietto per le tribune ma è a bordo rete, alle Acque Minerali, che vedo per la prima volta due monoposto schizzare letteralmente fuori da una nuvola d’acqua. Il rumore dei Turbo di quegli anni è devastante, ti prende allo stomaco, te lo senti sin dentro le ossa. Lo ricordo come fosse ora: sono due macchie di colore quelle che vedo per prime, velocissime. Una è dominante nera, i colori della Lotus di Elio De Angelis, l’altra rossa, come il rosso della Ferrari di Michele Alboreto. Mi fa effetto pensare oggi che nessuno di loro due è più con noi.
Ecco, senza tema di smentita, posso assicurare che proprio li si consolida per sempre il “virus”; dietro quella rete intuisco, forse, che una strada è tracciata, che un percorso è iniziato.

Se Leonardo Acerbi potesse rinascere, chi gli piacerebbe essere tra i protagonisti della storia dell’automobile?
Sarebbe troppo scontato dire Ferrari, ma non oso nemmeno pensarlo tanto immensa e complessa è stata la sua figura. Forse, dovessi scegliere fra tutti, direi piuttosto Ettore Bugatti, fra i primi a fare dell’automobile un’arte; il primo ad eccellere tanto nella utopica Royale quanto nelle imbattibili Type 35. E poi anche lui veniva da una famiglia permeata di passione per le auto e per le corse.

Leonardo Acerbi in quale automobile o in quale competizione sportiva si immedesima? Perché?
Anche in questo caso ci si potrebbe aspettare che dicessi la Mille Miglia e invece è da sempre la Targa Florio la corsa che mi ha più affascinato. Quando guardi le immagini di quella corsa, il fatto sportivo, agonistico, non può essere in alcun modo scisso dal territorio, dal paesaggio, dalla gente, da quella terra unica e meravigliosa che è la Sicilia. Fra i souvenir più belli che conservo vi è di certo il giro compiuto sul Medio delle Madonie nientemeno che in compagnia di Nino Vaccarella, in occasione di una lunga intervista che mi concesse alcuni anni fa.

Il Nuovo Tutto FerrariIl suo libro, o articolo, che preferisce in assoluto?
Per parafrasare Enzo Ferrari mi verrebbe quasi da replicare che il libro più bello… è quello
che devo ancora scrivere ma, di certo, quello che, una volta in libreria, mi ha dato più emozione è la prima edizione del “Tutto Ferrari” che nel 2003 uscì nella collana dei “Miti” Mondadori. Avevo trent’anni e vedere le vetrine di Mondadori piene di un titolo a mia firma… beh, fu proprio una bella soddisfazione.

Ci racconta la sua esperienza intellettuale con la Mille Miglia?
Questo è un argomento a me particolarmente caro. La prima volta che vidi la Mille Miglia “moderna” fu nel 1984 quando, ancora una volta assieme a mio padre e a mio cugino, ci recammo a Brescia per la consueta rievocazione. Come ho scritto nell’introduzione del mio ultimo lavoro, quel giorno avevo con me una copia del volume “Aosta-Gran San Bernardo” che feci autografare ad alcuni grandi campioni del passato. MIlle Miglia Immagini di una corsaA rendere unica quella copia contribuirono Stirling Moss, Piero Taruffi, Gino Valenzano, Maria Teresa De Filippis,  Clay Regazzoni e Olivier Gendebien che addirittura mi fece una dedica personale. A undici anni di età ebbi chiara l’impressione che la Mille Miglia di un tempo fosse davvero stato una corsa unica e Piazza della Vittoria a Brescia ne fosse stato il suo cuore pulsante. La copia preziosissima la conservo ovviamente ancora oggi nella mia collezione di volumi.

Ci racconta l’esperienza lavorativa vicino al grande Andrea Curami?
Andrea. Un Signore con la S maiuscola, un uomo con un solo volto. Uno che, come se nulla fosse, era capace di prestarti la sua collezione privata di “Auto Italiana” o di portarti un sabato pomeriggio qualsiasi a Sesto San Giovanni a vedere ciò che resta della SVA, la sola monoposto per la Formula Midget progettata dall’ingegner Savonuzzi per conto di un importante committente valdostano negli anni Cinquanta. Una persona unica. La nostra grande avventura professionale comune fu la fitta collaborazione per dare alle stampe il suo libro “La Sport e i suoi artigiani”. Correva l’anno 2001 e ricordo perfettamente che il pomeriggio dell’11 settembre eravamo assieme, al Politecnico, all’opera sul libro… quando giunse la notizia delle Torri Gemelle… Ma di Andrea ricordo anche la statura di autorevole storico non solo dell’automobile, la sua autentica cultura e la sua passione per la conoscenza. Mi ha dato molto ed è stato davvero un piacere – seppur non privo di momenti difficili per la sua esigenza – lavorare a suo fianco sino al suo ultimo volume, quel “Alfa Romeo&Mille Miglia” uscito pochi giorni prima della sua improvvisa scomparsa.

Un consiglio ad un giovane appassionato che vuole occuparsi di automobili?
Domanda difficile e piena di insidie perché oggi il mondo dell’automobile è davvero cambiato e non credo in meglio. Mi spaventa – pur non essendo ancora io stesso “avanti negli anni” – vedere che non c’è un vero e proprio cambio generazionale, sì, che in sostanza si fa fatica ad avvicinare giovani leve alla storia dell’automobile. E questo è un peccato. Ciò detto, il solo consiglio che mi sentirei di dare è di cercare sempre la massima serietà e professionalità nell’approcciare qualsiasi argomento, automobile o altro che sia. Le dirò di più: avere una formazione da storico dell’arte quale ho io, dunque arrivando in realtà da un mondo diverso, mi ha sempre aiutato tanto in questo lavoro. Sì, insomma, la “metodologia della ricerca storica” è sempre la stessa a prescindere dal campo di interesse cui la si applica. E ultima cosa: non dimenticare mai di guardarsi indietro per capire meglio il domani, quello che ci aspetta.

Il suo rapporto di scrittore con la Ferrari?
Non c’è niente da fare, proprio per quello che ho appena detto, mi rendo conto che il mio taglio è quello dello storico. Senz’altro mi interessa di più la Ferrari di un tempo che quella di oggi, magnifica, straordinaria ma forse eccessivamente “globale”.

Esprima un pensiero sul sito www.automobiliavatrano.it .
Navigare sul sito mi da la stessa emozione che provo ancora oggi quando entro in un negozio di antiquariato: da ogni angolo può saltare fuori quello che meno ti aspetti ma che in fondo… stavi cercando da tempo…

Intervista di: Antonio Alessio Vatrano e Leonardo Acerbi.

Per un approfondimento sui Libri di Leonardo Acerbi rimandiamo gli utenti a visitare il Sito : Giorgionadaeditore.it

LIBRI-SAGGI

Ferrari Road and Racing History – Andrea Curami & Leonardo Acerbi – Giorgio Nada Editore

Tutto Ferrari. La prima raccolta di tutti i modelli Ferrari – Leonardo Acerbi – Arnoldo Mondadori Editore – 2004

Ferrari All the Cars – Leonardo Acerbi – J H Haynes & Co Ltd – 2005

Ferrari: A Complete Guide All Models – Leonardo Acerbi – Motorbooks – 2006

Ferrari 60 1947-2007 – Leonardo Acerbi – Giorgio Nada Editore – 2007
Ferrari 1947-2007 – Leonardo Acerbi & Luciano Greggio – Giorgio Nada Editore – 2008
Ferrari 1947-2007 Edizione De-Lux – Leonardo Acerbi & Luciano Greggio – Giorgio Nada Editore – 2008
Il Nuovo Tutto Ferrari – Leonardo Acerbi & G.Alisi – Giorgio Nada Editore – 2008
Ferrari all the Cars: A Complete Guide – Leonardo Acerbi – Giorgio Nada Editore – 2011
Mille Miglia Story 1927-1957 – Leonardo Acerbi – Giorgio Nada Editore – 2012
Ferrari all the Cars: A Complete Guide – Leonardo Acerbi – Giorgio Nada Editore – 2012
Il Nuovo Tutto Ferrari – Leonardo Acerbi & G.Alisi – Giorgio Nada Editore – 2012
Mille Miglia. Immagini di una corsa – Leonardo Acerbi & N.Davenport – Giorgio Nada Editore – 20015
Tutto Ferrari. Dal 1947 ad oggi – Leonardo Acerbi – Giorgio Nada Editore – 2015
 
 
 
 

L’intervista a Leonardo Acerbi è stata pubblicata in versione integrale cosi come ricevuta.
*La pagina è in continuo aggiornamento.


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