I Protagonisti: Ercole Colombo

E. COLOMBOGrazie a questo regalo della vita, sto bene nei panni di Ercole Colombo.

L’intervista realizzata ad Ercole Colombo – tra i più grandi fotografi che il circus della Formula 1 abbia mai avuto – va ad arricchire la Rubrica di AutomobiliaVatrano denominata “I Protagonisti“.

A.A.Vatrano

Chi è Ercole Colombo?…
…Ercole Colombo è un uomo fortunato che ha vissuto gran parte della propria vita immerso nel mondo delle automobili. L’’essere nato a Monza a qualche centinaio di metri dall’autodromo ed avere un papà appassionato di motori e di fotografia ha fatto si che nel mio DNA ci fossero i geni dei motori e della fotografia, elementi che caratterizzarono tutta la mia vita.
Un evento che nessuno conosce – legato al mondo dei motori – che le è accaduto e con cui si può dire che è cominciata la sua passione per il motorismo?
L’evento che consolida la mia vicinanza al mondo dei motori lo devo alla volontà di mio padre che sin da piccolo mi portava con se a vedere il Gran Premio d’Italia, come nel 1950/51 –ad esempio- quando correvano Ascari e Fangio. La bellezza di quelle corse rimase talmente impressa nella mia mente che ogni settembre quando arrivavano i due week and si gareggiava sia per il Gran Premio d’Italia che per il Gran Premio Motociclistico delle Nazioni per noi ragazzi era come se fosse Natale, al punto tale che divenne un appuntamento imperdibile che mi vide, a quasi diciassette anni, anche barelliere a metà della sopraelevata, in una delle tante postazioni sparse per il tracciato di Monza. Gran premio tragico, quello, in quanto Clark uscì fuori pista e ci furono morti e feriti tra gli spettatori.
Ercole Colombo quanto si riconosce nella definizione di “Uomo Vero” che Gianni Cancellieri diede di lei? Perché?
Ringrazio Gianni Cancellieri, un mio grande amico, per anni Responsabile Motori della Gazzetta e direttore di Autosprint con cui ho lavorato a stretto contatto. Questa sua affermazione mi gratifica perché Gianni è una persona molto diligente che sul lavoro pretendeva molto. Io ho sempre dato il massimo facendo anche qualche piccolo miracolo. Per me è stato un grandissimo maestro dal punto di vista giornalistico anche perché in quegli anni scrivevo sia per La Stampa che per  La Gazzetta dello Sport.
Se Ercole Colombo potesse rinascere chi sceglierebbe di essere tra i protagonisti della storia dell’automobile?
Sognare non costa niente. Chi non vorrebbe essere stato Clark, Stewart, Fittipaldi, Villeneuve, Senna o Schumacher o, addirittura, Enzo Ferrari. Ma sono sogni, preferisco essere Ercole Colombo visto che sono soddisfatto della mia vita. Sono stato fortunato a trasformare  due hobby in una professione, ad avere la salute ed andare avanti ancora dopo 40 anni .
Grazie a questo regalo della vita, sto bene nei panni di Ercole Colombo.

Enzo Ferrari nella sua ultima apparizione ai Box ad Imola – Foto di Ercole Colombo

Un ricordo sullo scatto fotografico che immortala Enzo Ferrari nella sua ultima apparizione ai Box, nel 1985 ad Imola?
Questo scatto è bello perché immortala Enzo Ferrari, seduto dentro al box appoggiato ad un tavolino, mentre dietro ed intorno a lui vi erano tutti gli oggetti e le persone che avevano costituito il suo mondo: pezzi di carrozzeria, taniche di benzina, qualche meccanico che andava e veniva. Tutti passarono a salutarlo, lo fece anche Lauda lo fece che si riappacificò con Ferrari stringendogli la mano. Mi piace vedere quell’uomo solo nel suo mondo.
Il mio scatto più bello sarà quello che ancora devo fare. Il mio lavoro non è stato solo scattare foto o scrivere articoli ma è stato, documentando la cronaca, realizzare  una serie di scatti irripetibili, di episodi che duravano una frazione di  secondo  e che grazie alla fotografia  vivranno in eterno.
Le ha portato più soddisfazione fotografare i piloti o le loro autovetture?
Entrambi, ma diciamo più soddisfazione con i piloti sino a gli anni 2000, forse adesso le macchine. Ora i piloti sono più scontrosi, è difficile vivere in sintonia nel “Circus” della Formula1 come era una volta. Sono più “bombardati” dai vari impegni con sponsor e Team, adesso hanno manager, addetto stampa, il fisioterapista, il motivatore, l’amico, l’accompagnatore. C’è sempre di mezzo una valanga di gente con più sbarramenti. Allora calano il cappellino sugli occhi quando camminano nel paddock e si rifugiano nel Motor Home a consultare i Social.
Ci racconta l’esperienza del passaggio dall’Analogico al Digitale?
Sono stato uno dei primissimi ad acquistare duranti i primi anni Novanta le costosissime  attrezzature digitali. Il passaggio fu epocale, soprattutto perché legato allo sviluppo ed all’opportunità di inviare gli scatti in tempo reale dalla pista alla sede del giornale. Prima si correva in aeroporto e si affidavano i rullini a qualche passeggero che fosse disposto a consegnarlo all’aeroporto d’arrivo. Con il digitale, tutto è cambiato. All’inizio pensavo che sarei andato in pensione prima che il digitale avesse preso piede, ma non fu così. Imparai prontamente ad utilizzare la nuova tecnologia  che, davvero, ha facilitato enormemente lo scatto in quanto la foto la vedi immediatamente.
Quale consiglio darebbe ad un giovane appassionato che vuole occuparsi di fotografia in ambito motoristico?
Se vuole farlo come professione deve pensarci bene, in virtù delle proprie capacità. Non deve mai pensare di essere il numero uno. Inoltre oggi il mercato è al ribasso, specialmente nell’editoria. Questa professione comporta dei costi importanti, visto che le trasferte occupano quasi tre/quarti del Campionato Mondiale. Come appassionato penso che sia una professione stupenda ma in via di estinzione.
Il rapporto con il web quanto ha facilitato il suo lavoro e quanto ha aumentato la difficoltà di proteggere le sue opere fotografiche?
Si, il digitale ha facilitato la trasmissione delle immagini. In pratica ha fatto sì che aumentasse la concorrenza alle più grandi Agenzie del mondo con un semplice clic. Ogni freelance è equipaggiato e con la propria attrezzatura può trasmettere gli scatti in tempo reale.
Il rovescio della medaglia è che tutti i quotidiani, periodici, siti, sono sommersi da migliaia di foto che provengono da tutto il mondo oltre alle immagini (di bassa qualità), che eventualmente trovano sui Social (twitter, facebook, instagram ect). Tutto questo ha portato ad un abbassamento dei compensi e della qualità delle foto. Questo non vuol dire che non esistono bravi fotografi, io conosco tanti bravi e talentuosi giovani, ma in contemporanea esiste una fiumana di gente improvvisata che si credono fotografi professionisti  e non hanno le basi elementari per esserlo.

Intervista di:  Antonio Alessio Vatrano ad Ercole Colombo

Libri Fotografici

FORMULA DUE – FUCINA DI CAMPIONI di, Paolo Altieri – Ercole Colombo, Edizioni RCA 1980
Formula 1 segreta di Pino Allievi – Ercole Colombo, Forte editore 1983
FERRARI 126 C3 di Ercole Colombo –  Cristiano Chiavegato, Forte editore 1983
FERRARI 126 C4. di Ercole Colombo – Cristiano Chiavegato, 1984
NIKI LAUDA CAMPIONE SPIETATO, di Ercole Colombo –  Cristiano Chiavegato, Forte editore 1984
Obiettivo F1. di Pino Allievi – Ercole Colombo, editore Studio Enigma 1985
F.1 oltre la pista. di Ercole Colombo – Pino Allevi, editore Studio Enigma 1986
F1 OLTRE LA PISTA, di Ercole Colombo – Pino Allevi, editore Studio Enigma 1987
F1 Show. di Ercole Colombo, edizione Studio Enigma1988
W F1. di Ercole Colombo – Pino Allievi, editore Studio Enigma 1989
F1 TOP. di Ercole Colombo – Pino Allievi, editore Studio Enigma 1990
F1 WROOOM 1991 Formula 1, di Ercole Colombo – Pino Allievi, editore Studio Enigma 1991
I love Ferrari. di Pino Allievi e Ercole Colombo, Edizione  Vianello Libri; Slp Blg 2008
Wrooom 20th. F1 e moto GP1 di Ercole Colombo, edizione Nada Editore 2010
Wrooom 2011: Madonna Di Campiglio, di Ercole Colombo, Edizione Nada Editore 2011
Ayrton Senna: The Last Night, di Ercole Colombo- Giorgio Terruzzi, Edizione Skira  2016
Wow Gilles : Villeneuve il Mito che non muore, di Ercole Colombo- Giorgio Terruzzi, Edizione Skira 2017

Ringrazio Ercole Colombo per avermi regalato un’ esperienza unica nell’ascoltare ed approfondire la vita di chi con l’obiettivo è riuscito ad essere testimone oculare della storia della Formula 1, ed essere riuscito grazie alla sua sensibilità ad immortalare momenti, azioni, che con pochi scatti racchiudevano la parte umana ed unica di uno sport che ha molti può sembrare solo pura tecnologia.

L’intervista a Ercole Colombo  è stata pubblicata in versione integrale così come ricevuta.

Per le Fotografie si ringrazia Ercole Colombo per la sua gentile disponibilità.
*La pagina è in continuo aggiornamento.

 

 

RIPRODUZIONE RISERVATA
Print Friendly, PDF & Email

    La Vetrina di AutomobiliaVatrano:

    Lascia un commento